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Il Piatto del Buon Ricordo: un percorso gastronomico nella tradizione italiana.

cucina vintage

Un’idea brillante nata nel 1964
Il “Piatto del Buon Ricordo” nasce nel 1964 dall’idea geniale di Dino Villani, uomo d’arte e grande pubblicitario, padre di iniziative brillanti che hanno contribuito alla costruzione di uno dei marchi di maggior successo mondiale, l’italianità: Villani ha dato vita al primo concorso di Miss Italia, ha avuto l’idea di far diventare il 14 febbraio la Festa degli Innamorati e ha inventato la Colomba Pasquale per utilizzare anche in primavera gli ingredienti e i macchinari altrimenti destinati soltanto alla produzione dei panettoni natalizi. È stato inoltre uno dei fondatori dell'Accademia Italiana della Cucina.

Villani inizia a riflettere sulle tante tradizioni gastronomiche italiane: sono diffuse in tutto lo stivale e hanno un valore profondo, ma nel secondo dopoguerra sono ancora “segrete o neglette”. Lui desidera promuovere e divulgare questa cucina del territorio e si mette in cerca di una formula che possa attrarre più consumatori nei ristoranti che sanno praticarla col giusto rigore. 

E, nel 1964, ecco l’idea del grande comunicatore: il Piatto del Buon Ricordo. Ogni ristorante che aderisce deve proporre nel menù una “specialità” del suo territorio e chi la gusta riceve in omaggio un piatto in ceramica che riporta un disegno della pietanza e il nome del ristorante visitato, ovvero il “buon ricordo” di quell’esperienza gastronomica.

L’arte antica delle Ceramiche di Vietri
I piatti del Buon Ricordo sono veri e propri capolavori di ceramica, dipinti a mano uno per uno dagli artigiani delle Ceramiche Artistiche Solimene di Vietri sul Mare, famiglia di ceramisti della Costiera Amalfitana. Ogni piatto è unico, decorato con stile naif e colori vivaci che rappresentano la pietanza simbolo di ogni ristorante.

Il processo di creazione di questi piatti è un’arte antica, che inizia con l’argilla grezza delle cave di Ogliara, a pochi chilometri da Vietri. L’argilla viene lavorata e manipolata con acqua, setacciata e filtrata per ottenere un impasto molto morbido, asciutto e privo di bolle. Dopo un processo di essiccamento e una prima cottura, il piatto viene smaltato e decorato a mano. Infine, una seconda cottura fissa definitivamente i vividi colori.

Un souvenir gastronomico che conquista il mondo
Fin dall’inizio, il “Piatto del Buon Ricordo” ha suscitato grande interesse, tanto da dare vita a un vivace collezionismo e, a tutt'oggi, i ristoranti che aderiscono all’iniziativa continuano a proporre nel loro menu la pietanza del Buon Ricordo, servita sul suo piatto speciale in ceramica, in modo che chiunque abbia la fortuna di gustare questa specialità possa portare a casa un pezzo di tradizione culinaria italiana, un “buon ricordo” di un viaggio gastronomico indimenticabile.

In definitiva il “Piatto del Buon Ricordo” è molto più di un souvenir. È un pezzo di storia, un pezzo di cultura italiana e, soprattutto, è un modo per mantenere viva la caleidoscopica tradizione culinaria italiana valorizzandone le ricette, la qualità e l’originalità.

Un vecchio detto italiano dice che “a tavola non si invecchia mai”: lo stesso si può dire di ogni “Piatto del Buon Ricordo”, destinato a viaggiare nel tempo come un messaggero senza età.


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